BOMBA ALL’AUTO DEL PRESIDENTE DEL FOGGIA CALCIO. LA PROCURA E’ SICURA : “E’ MAFIA”

2009

Digos e Squadra Mobile della questura di Foggia, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, hanno eseguito delle perquisizioni locali e personali nell’ambito delle indagini aperte dopo quanto accaduto ai danni dei vertici del club sportivo “Calcio Foggia 1920”, sia nei confronti di personaggi riconducibili e/o vicini all’entourage societario rossonero.

Stando a quanto si apprende, gli agenti hanno sequestrato cose utili per l’accertamento dei fatti nei confronti di quattro persone sottoposte alle indagini.

Un fascicolo d’inchiesta per reati commessi a carico dei vertici della società di calcio Foggia 1920 e del suo entourage è aperto dalla direzione distrettuale antimafia di Bari che ha disposto l’esecuzione di perquisizioni locali e personali a carico di quattro persone.

Come riporta la testata Giornalistica Internazionale Sportpress24 è emerso un dettaglio ufficiale emergente dalle carte della Procura di Bari, non certo marginale sulla vicenda degli indagati di cui sopra.

Il 9 gennaio 2024 tali persone (ora indagate) avrebbero fatto parte del commando che avrebbe posizionato materiale bellico nel parcheggio della società di Canonico Nicola titolare della CN Costruzioni Generali spa e del Foggia Calcio.

La Mafia dietro l’attentato del vicepresidente del Foggia

L’ordigno di 1 kg di sostanza pirotecnica con miccia sarebbe posizionato al fianco dell’Audi Q5 di Emanuele Canonico figlio dell’imprenditore Nicola e vicepresidente del Foggia Calcio.

Tale ordigno messo sul piazzale della stessa società di famiglia e, come si legge dalle indagini “su istigazione e con il concorso morale”.

Nella stessa indagine della Procura D.D.A. di Bari tramite i procuratori Manganelli e Infante, si legge :

“Con l’aggravante dell’avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. , ripercorrendo all’utilizzo della forza di intimidazione mafiosa, avuti riguardo alle modalità con cui l’azione è stata commessa, avendo posizionato l’ordigno in un luogo aperto al pubblico; con modalità eclatanti, tipiche dell’azione della criminalità di tipo mafioso, idonee – per un verso – a provocare allarme sociale nella collettività e ad attribuire evidenza pubblica all’azione delittuosa e, per altro verso, a rafforzare il messaggio intimidatorio ai danni delle vittime designate.”

Una situazione che certo, getta ancor più apprensione sulla famiglia Canonico in un momento particolare dove la piazza del Foggia Calcio non sta vivendo uno dei suoi momenti migliori.

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