LA UEFA RISCATTA PARIGI, AD ISTANBUL E’ ORGANIZZAZIONE DA SUPREMAZIA

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Assegnata la Champions League 2022/23 al Manchester City, la UEFA archivia l’ennesima prova di forza in fatto di organizzazione per l’evento calcistico più importante dell’anno.

Dopo circa 3 anni la finale della UEFA Champions League si è svolta a Istanbul nello storico Ataturk Stadium dove già nel 2005 si è giocata la competizione europea tra il Milan e il Liverpool.

Con la pandemia nel 2020, la finale fu spostata a Lisbona e in quel caso le squadre a scendere in campo furino il Paris Saint-Germain e il Bayern Monaco. I tedeschi alzarono la Coppa in un ambiente assai surreale.

La mancanza dei tifosi all’inter dello Stadio Da Luz la fece da padrona. Una finale con gli spalti semi vuoti caratterizzò l’assegnazione del trofeo.

LA FINALE DI PARIGI E LA CONFUSIONE DELLA POLIZIA

L’anno successivo, nel 2021 la Finale era in programma in Russia a San Pietroburgo, ma le note vicende obbligarono la UEFA a spostare la partita a Parigi allo Stade da France.

Grandi polemiche subentrarono per il caos tifosi poco prima della partita. Molti fan del Liverpool e del Real Madrid furono bloccati dalle forze dell’ordine creando un panico generale tanto che la stessa partita fu ritardata di oltre 30′.

Una confusione che la stessa UEFA ha impugnato per capire e trovare i responsabili che con il tempo hanno pesantemente pagato, assumendosi le colpe di una gestione governativa molto imbarazzante che fu amplificata da tutti i media internazionali.

Quest’anno è stata la volta buona! All’Ataturk Stadium si è giocato anche se qualcuno aveva provato a insidiare l’evento dopo il violentissimo terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria.

La UEFA non ha mai pensato di spostare la competizione, tanto che la stessa è stata anche frutto di molta beneficenza per le famiglie e i luoghi colpiti dal forte sisma.

La Finale è passata ; i tifosi inglesi sono tornati a casa con la loro prima Champions League e invece i nerazzurri con la consapevolezza di aver dato del filo da torcere a Guardiola & Co.

Tutto questo è il finale di un’organizzazione che ha dimostrato ancora una volta di rasentare la perfezione. Certo è impossibile fare tutto bene o aspettarsi il 100% di reazioni positive, ma la finale ad Istanbul è stata davvero grande.

Nonostante i migliaia di tifosi giunti in Turchia, non si sono registrati incidenti di nessun genere. Molto Fair Play tra tifosi e città in festa.

ORGANIZZAZIONE UEFA DA 10 E LODE

Colori, spettacoli, musica, sfottò (come è giusto che sia), tante popolazioni etniche diverse che si sono abbracciate e che tanto abbiamo potuto apprezzare.

Merito di come la UEFA ha organizzato anche la divisione tra le due tifoserie, soprattutto le frange cosi dette ‘calde’.

Nonostante Istanbul sia una mega città da oltre 18 milioni di abitanti, i tifosi del Manchester e dell’Inter non hanno avuto problemi nel vivere le bellezze storiche di una città magica.

Cosi come allo stadio… E’ vero che le forze dell’ordine l’hanno fatta da padrona, ma quello che è successo l’anno scorso ha fatto giurisprudenza. E’ stato giusto tener presenti anche i minimi dettagli.

Centinaia di steward, volontari, addetti al campo ecc… hanno fatto da scenario ad uno spettacolo che meglio non poteva riuscire.

C’E’ SEMPRE CHI E’ FELICE E CHI NON…

In una finale c’è sempre chi vince ed è felice, ma c’è anche chi, purtroppo ne esce sconfitto e può vedere tutto nero. E’ normale, fisiologico. Ma in questo caso dalla location scelta, al contorno in generale, anche i tifosi dell’Inter si sono potuti godere dei giorni che resteranno storici.

Ora l’appuntamento è all’anno prossimo a Londra. Chi arriverà in finale? Adesso è ancora presto, ma una cosa è certa : sarà uno spettacolo ancora più bello. E’ la UEFA che garantisce ed è il calcio che lo conferma.

Arrivederci a Wembley il 1° Giugno 2024.

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