Val Taro, cresce il dissenso contro i rally

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PARMA – Il Rally del Taro, nota gara automobilistica che si svolge da oltre trent’anni, sta suscitando quest’anno molti dissensi tra la popolazione locale, tanto che di recente è stata promossa una petizione contro l’evento. Questa iniziativa ha scatenato numerosi commenti dai toni particolarmente aggressivi: una forma di bullismo mediatico inaccettabile, che mostra il bassissimo livello morale dei suoi autori.

La passione per il rally è assolutamente comprensibile e immagino che gareggiare su quelle strade tortuose regali forti emozioni. Tuttavia, ciò non deve scalfire la libertà dei residenti, costretti a subire gravi disagi a causa della chiusura delle strade per ben due giorni. Una situazione che rende estremamente difficoltoso ogni spostamento e li costringe ad ascoltare un rumore assordante per tutto il tempo.

Un altro punto dolente di cui non si parla mai, ma sul quale mi preme attirare l’attenzione, è che questi eventi lasciano sempre sul loro passaggio una lunga e macabra scia di animali morti: ricci, tassi, volatili, gatti… Un vero e proprio massacro. Mentre si cerca con grande fatica di sensibilizzare i cittadini sui rischi dell’alta velocità e dell’inquinamento, i rally sembrano rappresentare un’eccezione in totale controtendenza.

So bene che non è esattamente la stessa cosa, ma esistono autodromi dove sfogare questa passione in tutta sicurezza e senza disturbare nessuno: non si comprende, quindi, perché le strade pubbliche debbano diventare ostaggio di pochi privilegiati. Gli sport motoristici sono estremamente affascinanti e in Italia contano tantissimi appassionati. Si tratta soltanto di trovare il giusto equilibrio tra divertimento, rispetto per l’ambiente e tutela delle popolazioni locali. E questo non può avvenire, certo, senza buona volontà… e anche senza qualche sacrificio.(Antoine Fratini – Coordinatore dell’Ass. Natura & Psiche)

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